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 Pina Agostini Bitelli

 

 

Pina Agostini Bitelli era  originaria di Cento in provincia di Ferrara dove era nata nel 1893.

 

 Aveva studiato a Bologna presso il conservatorio “G.B. Martini” approfondendo il repertorio lirico del settecento e dell’ottocento come imponeva il tradizionale piano di studi della scuola.

 

Nel 1914  vinse come soprano il concorso per giovani cantanti indetto a Parma da  Cleofonte Campanili. Lo stesso concorso venne vinto nel ruolo di tenore da Beniamino Gigli.

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Nel 1919 aveva conosciuto Vittore Veneziani, musicista ferrarese, celebre direttore del coro del Teatro alla Scala, che le propose di formare un gruppo polifonico. Il repertorio del gruppo consisteva in musiche di Luca Marenzio, Pierluigi da Palestrina, Orlando di Lasso, Gesualdo da Venosa che il grande musicologo Francesco Vatielli trovava nella ricca biblioteca del Liceo Musicale di Bologna.

 

Malgrado l’interesse per il repertorio classico, cominciò a frequentare i giovani compositori che condannavano il vocalismo dell’opera italiana proponendo una rinascita della musica strumentale.  In un suo libro: I miei amici musicisti, Cento, Montanari, 1973,  presenta una serie di profili degli artisti con cui ebbe rapporti professionali e di amicizia. Assidua fu, tra l’altro, la corrispondenza con Alfredo Casella, Gianfrancesco Malipiero, Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Enzo Masetti, Francesco Balilla Putrella, Vittore Veneziani.

 

A questi giovani compositori non poteva mancare l’attenzione di quello che era il personaggio più di spicco della cultura italiana del ‘900: Gabriele D’Annunzio.

 

Infatti nel 1923 la cantante era al Vittoriale e per l'occasione cantò musiche di Malipiero e Casella che l’accompagnava al pianoforte. Particolarmente apprezzata fu l’esecuzione de La sera fiesolana su versi del Poeta, che ne fu colpito e commosso e la soprannominò “Madonna Spinella” e le dedicò una fotografia con la frase: ” A Madonna Spinella Agostini che rinnovella in me l’antico verso – Dolce cantare spegne ciò che nuoce.-”

 

Sempre nel 1923, al Vittoriale, D’Annunzio, Casella e Malipiero concepirono un progetto audace, la Corporazione Delle Nuove Musiche, che aveva come motto “Concenctus Decimae Nuncius Musae” si trattava di «un nuovo organismo di cultura moderna» che da una parte aveva lo scopo di «far penetrare in Italia le ultime espressioni, le più recenti ricerche dell'arte musicale contemporanea»; dall'altra quello di «restituire alla luce le più belle musiche antiche nostre, prime fra quelle le monteverdiane.»

 

La C.D.N.M. venne sin dal suo apparire riconosciuta come sezione italiana della appena costituita Società Internazionale di Musica Contemporanea, il cui primo presidente fu Edward Dent, amico e futuro biografo di Busoni.

 

Naturalmente Pina Agostini Bitelli era al centro anche di questa nuova istituzione che ebbe vita interessante, ma breve.

 

Dopo la prima esecuzione delle Stagioni Italiche di Malipiero avvenuta a Venezia in occasione del terzo Festival della Società Internazionale di Musica Contemporanea, dove venne particolarmente elogiata da Richard Strauss, non si hanno più notizie di Pina Agostini Bitelli come solista.

 

Infatti malgrado un'interessante carriera artistica come soprano, aveva cantato anche con Beniamino Gigli, abbandonò le scene per sposare un ingegnere veronese e venne a stabilirsi nella nostra città. In seguito si dedicò solo alla musica concertistica.

 

Nel 1938 fondò il coro femminile Le Cantatrici Veronesi che si esibì con successo ma che si sciolse a causa degli eventi bellici. Il repertorio era costituito da musica polifonica antica italiana.

 

A guerra appena finita, nell’autunno del 1945, riunì attorno a sé un gruppo di appassionati di canto corale con i quali approfondì lo studio di musiche antiche e anche moderne di preferenza italiane: così nacquero I Cantori Veronesi che erano composti da 45 elementi.

 

I membri del coro non erano musicisti professionisti ma ciascuno aveva una suo lavoro per cui  le circa cento ore annuali che dedicavano allo studio dei pezzi da eseguire venivano ricavate tutte dal tempo libero. Per le numerose trasferte in Italia e all’estero ricevevano praticamente solo il rimborso delle spese vive e un modesto indennizzo.

 

Così scriveva di loro Guido Cogni critico musicale del quotidiano l’Arena in occasione del primo concerto tenutosi il 10 marzo 1946 a Palazzo Forti che allora era sede del Municipio: “ ….Nessuna massa di cantori delle più grandi città italiane, passata attraverso il crivello di una lunga fusione, può dirsi veramente superiore a questa massa elettissima di quarantacinque elementi maschili e femminili, radunati or sono pochi mesi dalla appassionata energia e dalla mente vigile di una donna d’alto nome nel mondo musicale italiano: Pina Agostini Bitelli.

Essa ha saputo scegliere nel non vasto ambiente locale elementi forniti già tutti, dal più al meno, di una sicura educazione musicale e di mezzi sufficienti, a cui ha saputo infondere un gusto timbrico ed un sicuro amalgama atto a conferire a questa esecuzione il sigillo di una eccellente perfezione artistica”.

 

Il repertorio dei Cantori Veronesi  comprendeva composizioni di: Claudio Monteverdi, Giacomo Carissimi, Benedetto Marcello (salmo 47), Marcantonio Ingegneri (responsori), Pierluigi da Palestrina (mottetti), Maestri della polifonia fiamminga: Cornelius Verdonck, Jachet Berchem, Josquin Des Près, Orlando di Lasso, musicisti contemporanei come Ildebrando Pizzetti, Masetti, Veretti, Donizzetti (messa da requiem), Paolo Fragapane, William Byrd (Messa).

 

Il compositore e direttore d’orchestra Roberto Lupi dedicò loro tre cori su antichi testi egiziani.

 

Nel 1949 i Cantori parteciparono al Festival di Llangollen nel Galles, una delle più famose competizioni internazionali per cori misti e si classificarono secondi su sedici nazioni concorrenti.

 

I Cantori Veronesi oltre a esibirsi nelle principali manifestazioni italiane, come il Maggio Musicale fiorentino, effettuarono diverse tournee all’estero: Parigi1949-1950; Berna e Basilea 1951; Bruxelles-Parigi 1952;  Barcellona, Madrid; 1953 Vienna, Monaco di Baviera 1957.

 

E’ del 1954 la partecipazione del coro nell’ambito dell’estate teatrale veronese alla tragedia Romeo e Giulietta. Il cast era eccezionale: Giulio Borsetti, Giorgio Albertazzi, Salvo Randone, Gianni Santuccio, Tino Buazzelli, Anna Maria Guarnirei, Evi Maltagliati. Musica di Umberto Cattini.

 

Nel 1957 l'esperienza dei Cantori Veronesi si chiuse con una serie di iniziative. Il 22 maggio venne dato un concerto di commiato in sala Boggian. Il 9 giugno venne registrata a Milano la messa da requiem di Ildebrando Pizzetti, per la Cetra. Il 22 agosto si tenne un gran concerto, promosso dall'Ente Lirico Arena, a San Zeno.

 

Morto il marito, Pina Agostini Bitelli ritornò a vivere a Cento dove continuò a dare il suo contributo alla vita culturale della città.

 

Nel 1960 scrisse il libro “La Risaia 1860” che fu finalista del premio Leonilde Settembrini. Pubblicò anche: Diario di Guerra di una casalinga 1943-1945 - Montanari, Cento, 1971.

 

E’ possibile ascoltare stralci di questo libro nei due bei videoclip visibili su youtube  VeronaBlog 1943-1945 parte1 e parte2, di Paolo Scolari.

 

Scrisse anche I miei Amici musicisti - Montanari, Cento 1973;  e vari racconti pubblicati sul Resto del Carlino.

 

Pina Agostini Bitelli è morta nel 1985. Il Comune di Cento per onorarla degnamente ha indetto un convegno tenutosi il 5 ottobre 2001 dal titolo: Pina Agostini Bitelli, canti,  voci, parole. Il tutto raccolto in un pregevole volume.