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da: Le nevi d'un tempo.

 

San Bonifacio

 

 

Se nei mattini tuoi primaverili

odo levarsi un canto nelle strade

e riecheggiare a lungo nei cortili

tra le tue vecchie case, dove cade

 

obliquo il sole, se dai tuoi filari

di gelsi ed olmi sale l’umidore

della guazza notturna e dai pomari

arriva il vento con l’acuto odore

 

di timo e di mentuccia, d’erbe buone,

si ridesta in me il bimbo che io fui,

che correva le prode dell’Alpone

a raccoglier “bruscandoli”. Di Lui

 

tutto è rimasto qui: con il roseto,

la vecchia casa delle Quattro Strade,

il portico, la pergola, il segreto

rifugio tra le canne, le contrade

 

dove un tonfo di bocce sull’assito

delle osterie è suono familiare.

Da ciò che s’è perduto nasce il mito,

la vita è solo un lungo ricordare.

 

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