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La Fumanella. Foto A. Scolari 29/5/2011 

 

Scheda storica - Arch. Sergio Spiazzi

 

La corte della Fumanella rappresenta un aggregato edilizio antico che si trova stranamente sotto il comune di S. Martino, come una penisola territoriale, unita in passato con le terre di Lavagno.

Un tempo proprietà del feudo dei Da Lisca, come Formighè, Santa Croce, il Busolo e i Sessanta Campi, oggi rappresenta la penisola territoriale più orientale del territorio sanmartinese.

 

La corte della Fumanella si sviluppa secondo uno schema tipico della corte della bassa sanmartinese, aperta verso sud, al di sopra del corso d’acqua del Fibbio, come le corti Pellegrini e Ferraresa.

 

L’antico feudo Da Lisca è assegnato, come investitura, nel 1391 al cavalier Guglielmo, dal Duca di Milano. Il Feudo di Formighè viene risuddiviso, nel corso dei secoli, tra gli eredi da Lisca, che vendono gran parte dell’originario possedimento. Nel catasto napoleonico del 1816 la corte ed il fondo della Fumanella sono intestati ai fratelli Sioli e precisamente a Giorgio, Antonio, prete Giovanni, Luigi, Giuseppe e Domenico di Francesco come “casa e corte da massaro”.

 

Nel catasto austriaco del 1848 la corte appartiene a Sioli Giorgio (proprietà controversa per ricorso della famiglia Da Lisca) che tiene anche il fondo, per la verità nel comune di S. Martino è di soli due campi, troppo pochi per una corte così grande che doveva avere appezzamenti sotto Zevio o Caldierino.

 

Nel 1890, dal catasto austriaco, risulta un frazionamento con alcune aggiunte ed ammodernamenti come struttura per l’essicazione del tabacco, ricordata dallo Stegagno nel 1928 come coltivazione specializzata nella contrada della Mambrotta, con i “concessionari tabacchicultori: Mosconi Virgilio, Grigolini Fratelli, Venturi Fratelli”.

 

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