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In Lessinia tra malghe, contrade e "memorie"

Piero Piazzola, Bepi Falezza

a cura di Anna Solati

 

fotografie di A. Scolari

 

 

Contrą Kłnech

 

Contrą Kłnech

 

Nella contrada oltre al fienile sovrapposto alla stalla riportato nelle immagini si trovano: il baito e tre cisterne per l’acqua piovana.

 

Il termine Kłnech il Benetti lo scrive cosģ, ma confessa che non sa come tradurlo. Č una grossa mancanza in quanto Attilio Benetti, che vi abita a due passi e che conosce tutti i segreti della storia della contrada e pure quelli delle altre contrade vicine a Camposilvano, insieme anche a Rapelli e ad altri studiosi, non č arrivato a una definizione del toponimo.

 

Quasi certamente si tratta di un sostantivo di origine cimbra lo Schweizer lo riporta come kłnixlja, kłniēlja «reattino», volgarizzazione del nostro veronese reatģn, e taluni studiosi vi ravvisano il nome dello Scricciolo (termine scientifico: Troglodytes troglodytes) che in veronese č chiamato appunto reatģn «piccolo re»; altri lo considerano la radice di alcuni nomi di famiglia della Lessinia Veronese: Cłnico, Cunegato, Cunegatti, frequenti nell’area cimbra non solo veronese ma anche dei Sette Comuni.

 

Secondo l’Olivieri questi cognomi deriverebbero del tedesco kłnik, «re».

 

Cłnego, oggi, č un cognome popolare nel Veneto e in Italia, perché legato campione di ciclismo, nativo di Cerro Veronese, che ha vinto il Giro d’Italia 2004.

Usciti dalla contrada Cłnech o Kłnech si imbocca la famosa strada pastorale dal nome cimbro Langhčche «dosso lungo», che porta ai pascoli alti, e della quale, in parte, sono ancora visibili le barriere laterali con pietre piantate verticalmente nel terreno allo scopo di far camminare il bestiame di passaggio solo entro le recinzioni ed evitare il danneggiamento del pascolo ai lati.

 

La costruzione di ripari di pietra, lungo i passaggi delle mandrie, rientra nel novero di quelle opere che l’uomo fin dai primi secoli ha posto in atto per proteggere la sua attivitą di pastore. Infatti, in Lessinia, č intervenuto a creare sentieri e vie tra la pianura e gli alti pascoli; a raccogliere e ammucchiare pietre che ingombravano i pascoli, in cumuli detti “marogne”; a delimitare i confini delle proprietą con muretti e lastre di pietra, come s’č detto a riguardo delle strade; a fabbricare edifici con funzione di abitazione umana e di luoghi di lavorazione dei prodotti caseari; a costruire cisterne in cui raccogliere acque piovane per gli usi umani e dell’alpeggio; a disboscare per ingrandire lo spazio pascolivo.

 

Per concludere, una volta la contrada Kłnech era conosciuta dai cacciatori per la presenza di un abile armaiolo che nella sua fucina aggiustava e costruiva ex novo fucili da caccia e altre armi.