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di Piero Piazzola

 

 

            Preghiere popolari, Cante, Filastrocche, Tiritere.  

 

 

Foto: A. S. 2004

 

 

 

Uno dei più famosi studiosi di usanze e tradizioni, U. Foschi, a proposito di certe “preghiere cosiddette popolari”, che si ritrovano spesso storpiate o pronunciate in modo non esatto, scrive che « … I contadini, lontano dall’avere una qualche dimestichezza col latino, imparavano le preghiere così come potevano, dando loro spesso un significato lontano dall’originale. Per molti di loro le formule latine erano misteriose, magiche e tali dovevano rimanere, come dire incomprensibili…».

 

Più avanti afferma ancora che, in un determinato tempo, i vescovi, notevolmente preoccupati di questo andazzo, probabilmente hanno « … consigliato i parroci a far imparare ai fedeli delle semplicissime preghiere in dialetto, facili, che non presentassero deformazioni …». In certo qual modo era come mettere a contatto le preghiere del culto con la mentalità della gente semplice e digiuna di lettere.

 

Le preghiere “popolari” che seguono, sono distillate da una raccolta molto più ampia; abbiamo scelto quelle più significative e sintomatiche, che si recitavano nelle stalle durante i cosiddetti “filò” di un tempo, oppure nelle case dopo cena oppure al momento di portare a letto i bambini. Molto spesso esse costituivano poco più che degli esercizi di memoria veri e propri. E si tramandavano, con qualche piccola differenza di contenuto, da una montagna all’altra, da un paese all’altro; tante si sono inserite persino nel bagaglio delle consuetudini delle famiglie che migrarono in altri stati.

 

Un mio lontano parente che vive in Brasile mi raccontava che laggiù, loro, fino a qualche decennio fa, recitavano il Rosario tutte le sere e le preghiere si erano conservate tali e quali le recitavano in Italia la sera, con gli stessi ... strafalcioni. 

 

    Un altro noto studioso di folklore veronese, Dino Coltro, a proposito di filastrocche, filastrocche, nenie, ninnenanne, afferma che si tratta, in un certo qual senso, di “Poesia cantata”. La “canta”, cioè, diventa poesia.

    

    Le filastrocche, le tiritere, le ninnenanne usate dalle mamme o dalle nonne in varie occasioni della giornata del bambino, si trasformavano in “litanie” educative. Quelle che citiamo qui di seguito, se ben si esaminano e se ben si considerano, sono delle vere piccole “lezioni” di vita, saperi di buona condotta, un galateo ... religioso-sentimentale.  

 

 

Preghiere

 

Preghiere "storpiate"

 

Per un bambino

 

Giochi

 

Le conte dei bambini

 

Indovinelli

 

Storielle

 

Tiritere

 

Varie

 

 

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