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Corte Schioppa (proprietario Sig. Legnaro).  Foto di  A. Scolari - 2007

 

Scheda storica - Arch. Sergio Spiazzi

La corte Schioppa si trova ai piedi del terrazzamento di Campalto, al di sotto della Coetta, nella piana di Centegnano e al di sopra dell'Antanello.

 

Nel XVI secolo troviamo la famiglia degli Schioppo proprietaria di alcuni appezzamenti a Centegnano e, probabilmente, della corte trattata.

 

Il Cartolari scrive che "Il casato Schioppo, detto ai tempi remoti anche Da Zevio pei molti beni che anticamente possedeva, e dei quali una parte possede pur tuttavia in quel paese, l'anno 1448 fu aggregato al nobile nostro Consiglio, e nei secoli a noi pių vicini sostenne le primarie cariche municipali di Vicario della Casa dei Mercatanti e di provveditore di Comun".

 

In una mappa del 1623 troviamo la corte disegnata come una semplice casa contadina come proprietā della famiglia Radice.

 

Nel 1615, i Muselli permutano parte della possessione della Schioppa con una proprietā di Olivč. La proprietā detta la Coetta, presso Campalto e la Pantina, č formata da 57 campi in parte "aradora e in parte prativa con vigne e morari, con una casa di lā della strada, con un broletto intorno aperto la quale casa era con staletta e tezetta minacciante ruina e la detta possessione fu venduta giā da una Pantina, che fu moglie del Sig. Girolamo Nichesola al sig. Brenzoni..." per il prezzo di 3550 ducati, successivamente ceduta a Pompeo Alberti che permuta con i Muselli.

 

Nel testamento del 1660 Cristoforo Muselli, tra le altre proprietā, descrive quelle di Centegnano che a noi risultano le uniche in possesso dei Muselli nella zona e che corrispondono alla possessione della Schioppa, confinante con l'Antanello, il Carpenč e la strada che va alla Pantina “... distinta in tre Corpi nei campi attorno alla Casa con forno, tezza, stalla, stanze e granari...".

 

In una mappa del 1771 di Antonio Schiavi, troviamo la corte Schioppa dei Muselli affittata agli Scandoli.

 

Il 28 maggio 1774, Francesco Muselli chiede le acque scodalizze dei loro terreni del Chievo, giā autorizzate nel 1647 e 1648, per portarle attraverso una serie di canali e manufatti al loro fondo della Schioppa per adacquare 80 campi per “far risara" insieme con le acque del Carpanč.

 

Nella mappa del 1775 del Foin, si notano le corti del Chievo, del Fenil delle Cavalle, alcune case della Coetta, il oro del Chievo, le proprietā del nobile Dandolo alla Cā dell'Aglio, i campi degli eredi Cermisoni, il fiume Antanello e il Carpanč.

 

Alla Cengia i Muselli hanno gli opifici (follo da panni e cartiera) che vengono modificati per trasformare i meccanismi in pille per pillare il riso, e questo proprio nel 1779, secondo la richiesta ai Beni lnculti a Venezia, in coincidenza con le trasformazioni agrarie della Schioppa.

Nel catasto napoleonico del 1816, la corte risulta intestata a Muselli Francesco come casa e corte da massaro.

 

Nel catasto austriaco del 1848, la corte della Schioppa č intestata alla marchesa Eleonora Muselli in Canossa, figlia di Francesco, che eredita dal padre la terza parte delle sostanze dopo la divisione del 1827 avvenuta tra le tre sorelle. Nel comune di San Martino, Eleonora eredita 187 campi, insieme a corti e rustici, che passano nel 1853, dopo la sua morte, alla sorella Matilde in Orti-Manara.

La corte č venduta all'asta da Matilde, dopo la morte del conte Orti-Manara, per pagare i creditori suoi e del marito.

 

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